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Odino
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mwdwOdino (mweain norreno mweqÓðinn, in mwegproto-germanico: mwew*mwfaWōðanaz) è la divinità principale, personificazione del mwfqsacro o "mwfgtotalmente altro", a un tempo il principio dell'universo e la sua modalità di attuazione, della mwfwreligione e della mwgamitologia germanica e mwgqnorrena. Le fonti principali che permettono di delineare la figura di Odino e i miti relativi provengono principalmente dai mwggmiti scandinavi, compilati in mwgwlingua norrena (l'antenato delle mwhalingue scandinave odierne) nellmwhq'mwhgmwhwEdda, il ramo meglio conservato nonché più recente dei miti germanici.

Nella mitologia eddica Odino è il principale rappresentante della classe di divinità dette mwiqAsi, ed è associato alla sapienza (visione del sacro), all'ispirazione poetica, alla profezia, alla guerra e alla vittoria. Brandisce mwigGungnir, la sua mwiwlancia, e cavalca mwjaSleipnir, il suo mwjqdestriero a otto zampe, altre allegorie mitologiche dell'mwjgIrminsul o mwjwYggdrasill (letteralmente "destriero del Terribile"), l'albero cosmico.

Figlio di mwkqBorr e della mwkggigantessa mwkwBestla, fratello di mwlaVíli e mwlq,cite-ref-fratelli-1-0[1] sposo di mwmgFrigg e padre di molti degli mwmwdèi, tra cui mwnaThor (il Tuono ordinatore), e mwnqBaldr. Spesso viene inoltre definito "Padre degli Dèi" o mwngAllfǫðr, mwnwAllvater, mwoaAllfather ("Padre del Tutto").

Secondo l'mwogescatologia eddica Odino guiderà gli dèi e gli uomini contro le forze del caos nell'ultima battaglia, quando giungerà il mwowRagnarǫk, la mwpafine del mondo, nel quale il dio sarà ucciso, inghiottito dal temibile mwpqlupo mwpgFenrir, per essere immediatamente vendicato da mwpwVíðarr che ne lacererà le fauci dopo avergli piantato un piede nella gola. Un importante tempio dedicato alla triade divina di Odino sorgeva ad mwqaUppsala, in mwqqSvezia.

Contents

Cinema
Note

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Etimologia e significato

Il nome del dio in tutte le lingue germaniche deriva dalla comune radice mwrwproto-germanica mwsamwsq*Wōđanaz oppure mwsg*Wōđinaz: mwswnorreno e mwtaislandese mwtqÓðinn, mwtgfaroese mwtwÓðin, mwuadanese e mwuqnorvegese mwugOdin, mwuwsvedese mwvaOden, mwvqinglese antico mwvgmwvwWōden, mwwasassone antico mwwqUuoden, mwwgsassone odierno mwwwWode, mwxafrisone mwxqWeda, mwxgtedesco mwxwWotan, mwyaalto tedesco antico mwyqWuotan, mwygalemannico antico mwywWoatan, mwzabavarese e mwzqfrancone mwzgWodan, mwzwolandese mwaaWoen, mwaqlongobardo mwagGodan o mwawGuodan.

L'etimologia lo connette alla radice proto-germanica mwbq*wōþuz (norreno mwbgóðr, inglese antico mwbwwōþ, gotico mwcawôds, tedesco mwcqWut), che significa "furore", "furia", "veemenza", "eccitazione", "ispirazione", ma anche "poesia", "mente" e "spirito". La radice imparentata nel proto-celtico è mwcg*wātus ("poesia mantica"). Radice comune hanno anche il mwcwlatino mwdavātes ("veggente", "cantore") e il mwdqsanscrito mwdgapi-vāt- ("eccitare", "risvegliare", riferito ad Agni, il Fuoco) o mwdwvāt- ("soffiare", "in-spirare", "in-ventare"). Tutti questi termini hanno radice comune nell'mweaindo-europeo mweq*wāt- ("in-sufflare", "in-fiammare", "inspirare"). Il campo semantico del termine riconduce quindi alla mwegsapienza e alla "vista" circa l'origine della realtà e all'ispirazione poietica, creativa che ne consegue.

mwfaGeorges Dumézil similmente spiega mwfqWut come sostantivo che significa "ebbrezza", "eccitazione", e "genio poetico", ma anche come il movimento terribile del mare, del fuoco e del temporale, come aggettivo che significa "violento", "furioso" e "rapido".cite-ref-2[2]

W. S. W. Anson nel suo studio del 1880 mwgwAsgard and the Gods congettura che "Wuotan" era originariamente concepito come una forza cosmica puramente astratta, il cui nome originariamente faceva riferimento non tanto alla "furia" quanto primariamente a "ciò che pervade", con il secondo elemento, "-an", istituente il concetto come singolo principio permeante. Per Anson, "wuot-" significa mwha" …to force one's way through anything, to conquer all opposition…" ("forzare il percorso dell'individuo attraverso ogni cosa, per conquistare tutte le opposizioni") e Wuotan significa quindi mwhq"…the all-penetrating, all-conquering Spirit of Nature…" ("lo Spirito della Natura che tutto penetra e tutto conquista"). Nella sua interpretazione il nome "Wuotan" è collegato anche alla parola germanica "water" (acqua), e all'idea che esprime. Il suffisso "-an" personifica, ma non antropomorfizza, l'elemento del prefisso "wuot-" come la fonte di tutto ciò che in natura somigli al concetto che esprime.cite-ref-3[3]

Stefan Schaffercite-ref-4[4] ricostruisce la radice come mwjw*Wōđunaz, costituita dal suddetto concetto mwka*wōþuz con il suffisso mwkq*-na- ("Signore").

La saggezza di Odino

Essendo il più antico degli dei, personificazione della sorgente stessa del tutto (il "mwlatotalmente Altro"), Odino è il signore della sapienza, conoscitore delle essenze più antiche e profonde. Egli conosce per primo tutte le arti e in seguito gli mwlquomini le hanno da lui apprese. Tra i molti epiteti di Odino, parecchi si riferiscono alla sua immensa sapienza: mwlgFjǫlnsviðr ("assai sapiente"), mwlwFjǫlnir ("assai"), mwmaSanngetall ("che intuisce il vero"), mwmqSaðr o mwmgSannr ("che dice il vero"), mwmwForni ("antico") e mwnaFornǫlvir ("antico sacerdote"), cioè conoscitore di tutte le cose dal principio.

La sapienza di Odino è conoscenza, magia e poesia al tempo stesso.

Odino ama disputare con creature antiche e sapienti. Sotto le mentite spoglie di mwnwGágnraðr ("stanco del cammino") si giocò la vita sfidando a una gara di sapienza il possente mwoagigante mwoqVafþrúðnir, la cui erudizione era rinomata in tutti i Nove Mondi, e dopo una serie di domande sul passato, il presente e il futuro del mondo, a cui il gigante rispose prontamente, mwogGágnraðr domandò allora che cosa avesse sussurrato il dio Odino a mwowBaldr prima che questi fosse posto sulla pira. Vafþrúðnir a questo punto lo riconobbe, ma aveva ormai perso la gara.

Un'altra volta, dicendo di chiamarsi mwpqGestumblindi ("l'ospite cieco"), il dio sfidò un re di nome mwpgHeiðrekr ad una gara di indovinelli. Dopo una serie di quesiti a cui il re rispose senza difficoltà, Odino gli pose la medesima domanda che già aveva posto a mwpwVafþrúðnir. A quella domanda il re cercò di ucciderlo, ma il dio gli sfuggì trasformandosi in mwqafalco.

Odino tiene accanto a sé la testa recisacite-ref-mimir-5-0[5] di mwtaMímir, fonte inesauribile di conoscenza che gli rivela molte notizie dagli altri mondi (mwtqVǫluspá 45). In un'altra versione (mwtgVǫluspá 28) dello stesso motivo mitologico, Odino si cava il suo occhio destro e lo offre in pegno a Mímir per attingere un sorso di idromele da mwtwMímisbrunnr, la fonte della saggezza che il gigante custodisce. L'occhio di Odino rimane, quindi, nella fontana dalla quale lo stesso Mímir ne beve ogni giorno l'idromele.cite-ref-6[6] Da quella mutilazione derivano gli epiteti di mwvqBileygr ("guercio") e mwvgBáleygr ("occhio fiammeggiante").

Così nella mwwaVǫluspá:

(norreno)

«Ein sat hon úti,

þás enn aldni kom
Yggiungr ása
ok í augu leit.
- Hvers fregnið mik?
hví freistið mín?
Alt veitk, Óðinn,
hvar auga falt
í enum mæra
Mímis brunni -;
drekkr miǫð Mímir
morgin hverian
af veði Valfǫðrs.

Vituð ég enn eða hvat?»

(italiano)

«Sola sedeva di fuori

quando il vecchio giunse
Yggiungr (Odino) degli Æsir
e la fissò negli occhi.
- Che cosa mi chiedete?
Perché mi mettete alla prova?
Tutto io so, Odino,
dove tu nascondesti l'occhio
nella famosa
Mímisbrunnr! -
Mímir beve idromele
ogni mattino
dal pegno pagato da Valfǫðr.
Che altro tu sai?»

(Edda poetica - Vǫluspá - Profezia della Veggente XXVIIcite-ref-holger-7-0[7])

L'albero cosmico e le rune

Odino conosce i segreti delle mwyqrune, le lettere che, incise sul legno, sulla pietra, sulle lame delle spade, sulla lingua dei poeti, sugli zoccoli dei cavalli, sono l'origine stessa di ogni conoscenza e di ogni potere. Odino ottenne questa sapienza, diventando il primo mwygmaestro runico, immolando sé stesso in sacrificio a sé stesso.

Infatti per apprendere l'arte delle rune e della mwzadivinazione rimase appeso a un albero per nove giorni e nove notti (quindi mwzqsi identifica nell'albero cosmico mwzgYggdrasill). Nellmwzw'mw0amw0qHávamál non viene citato il nome dell'albero ma si presume che sia il frassino mw0gYggdrasill, nome che significa nientemeno che "destriero di mw0wYggr", dove mw1aYggr "Terribile" è epiteto di Odino, e "destriero" è una mw1qkenning, una sorta di metafora, usata frequentemente per indicare la forca, oppure indica mw1gSleipnir, identificando a sua volta l'albero col cavallo odinico.

Così nell'mw2aHávamál, 139:

(norreno)

«Veit ek, at ek hekk

vindgameiði á
nætr allar níu,
geiri undaðr
ok gefinn Óðni,
sialfur sialfum mér,
á þeim meiði
er manngi veit

hvers af rótum renn.»

(italiano)

«Lo so io, fui appeso

al tronco sferzato dal vento
per nove intere notti,
ferito di lancia
e consegnato a Odino,
io stesso a me stesso,
su quell'albero
che nessuno sa
dove dalle radici s'innalzi.»

(Edda poetica - Hávamál - Il Discorso di Hár CXXXVIIIcite-ref-holger-7-1[7])

Al canto 142 invece si trova questa dissertazione:

(norreno)

«Rúnar munt þú finna

ok ráðna stafi,
miǫk stóra stafi,
miǫk stinna stafi,
er fáði fimbulþulr
ok gerðu ginnregin

ok reist Hroftr rögna.»

(italiano)

«Rune tu troverai

lettere chiare,
lettere grandi,
lettere possenti,
che dipinse il terribile vate,
che crearono i supremi numi,
che incise Hroftr degli dèi.»

(Edda poetica - Hávamál - Il discorso di Hár CXLIIcite-ref-holger-7-2[7])

Odino, dio della guerra

Fra le tante figure di divinità guerriere della mitologia norrena, Odino si distingue per essere mw8qSigrfǫðr ("padre della vittoria"), perché decide nelle battaglie a chi debba andare la vittoria, e mw8gValfǫðr, ("padre dei caduti"), perché sono suoi figli adottivi tutti coloro che cadono in battaglia. Con questi due nomi egli distribuisce in battaglia la vittoria e la morte: entrambi doni graditi ai guerrieri.

Odino è anche il guerriero per eccellenza, che combatte con le sue mw9aarti magiche. Molti dei suoi epiteti ricordano questo suo aspetto bellicoso: egli è detto mw9qGunnarr ("signore della battaglia"), mw9gGǫllnir ("[colui che] è nel frastuono"), mw9wÞróttr ("forte"), mw-aAtriðr ("[colui che] cavalca in battaglia"), mw-qFráríðr ("[colui che] avanza cavalcando").

L'infallibile mw-wlancia che egli regge in pugno, che gli è stata donata dai mw-anani "figli di ĺvaldi", si chiama mw-gGungnir. Con quella lancia egli iniziò la prima guerra nel mondo, il conflitto tra mw-wÆsir e mwaqaVanir. Da allora, alla vigilia delle battaglie la rivolge verso la schiera alla quale ha decretato la sconfitta. Egli è detto perciò mwaqeDǫrruðr ("[colui che] combatte di lancia"), mwaqiDresvarpr ("[colui che] scaglia la lancia"), mwaqmGeirloðnir ("[colui che] invita con la lancia"), mwaqqBiflindi ("[colui che] scuote la lancia"). Odino possiede anche un elmo d'mwaquoro, per cui è detto mwaqyHjálmberi ("[colui che] porta l'elmo").

Odino appare tremendo ai nemici, poiché è esperto nell'arte della trasformazione. Ha in guerra il potere di accecare, assordare o atterrire i nemici, di scatenare il terrore nelle schiere, di rendere le armi inette a ferire come semplici ramoscelli. Nessuno può scagliare così forte una lancia nella mischia senza che lui riesca a fermarla con un solo sguardo. Le sue capacità guerriere hanno una base magica, in quanto dipendono dalla sua conoscenza delle rune e degli incantesimi. Il dio stesso lo ammette nell'mwaqgHávamál 148:

(norreno)

«Það kann ek þriðia:

ef mér verðr þörf mikil
hafts við mína heiftmögu,
eggiar ek deyfi
minna andskota,

bítat þeim vápn né velir.»

(italiano)

«Questo conosco per terzo:

se ho grande urgenza
di incatenare i miei nemici,
io spunto le lame
dei miei avversari:
non mordono più armi né bastoni.»

(Edda poetica - Hávamál - Il discorso di Hár CXLVIIIcite-ref-holger-7-3[7])

Lui stesso sceglie chi proteggere nella mischia, infatti nella mwaraSaga degli Ynglingar 2 si dice che Odino era solito imporre le mani sul capo dando la benedizione (mwarebjának), e i suoi devoti guerrieri erano certi di ottenere la vittoria. Mediante questa pratica venivano infusi di energie divine, che garantivano l'invulnerabilità e la certezza di uscire sano e salvo dalla battaglia.

(norreno)

«Þat kann ek it ellifta:

ef ek skal til orrustu
leiða langvini,
und randir ek gel,
en þeir með ríki fara
heilir hildar til,
heilir hildi frá,

koma þeir heilir hvaðan.»

(italiano)

«Questo conosco per undicesimo:

se io devo in battaglia
condurre vecchi amici.
sotto gli scudi io canto
ed essi vanno vittoriosi
salvi alla mischia,
salvi dalla mischia:
dovunque salvi giungono.»

(Edda poetica - Hávamál - Il discorso di Hár CLVIcite-ref-holger-7-4[7])

Quelli a lui devoti confidano in lui e lo invocano come mwar8Sigfǫðr ("padre di vittoria"), mwasaSighǫfundr ("giudice di vittoria"), mwaseSigtýr ("dio di vittoria"), mwasiSigþrór ("proficuo nella vittoria"), mwasmSigrunnr ("albero di vittoria") e via dicendo. La tradizione riporta molti esempi di guerrieri che innalzarono sacrifici e invocazioni a Odino per ottenere il successo in battaglia.

Ma per gli eletti del dio ottenere la vittoria o morire gloriosamente sono due cose ugualmente desiderabili. I caduti sono a tutti gli effetti i "prescelti" del dio. Odino li accoglie come suoi figli adottivi nel mwasuValhalla, dove essi parteciperanno all'eterno banchetto da lui presieduto. Óðinn è dunque parimenti invocato come mwasyValfǫðr ("padre dei prescelti"), mwascValtýr ("dio dei prescelti"), mwasgValkjósandi ("[colui che] sceglie i prescelti"), mwaskValþǫgnir ("[colui che] accoglie i prescelti") e via dicendo. Ad una veggente risvegliata dal mwasoregno dei morti, Odino si presenta come figlio di mwassValtamr ("aduso [alla scelta] dei prescelti"), e anche questo in verità è un suo appellativo.

È appunto in questo modo, stabilendo a chi tocchi la morte sui campi di battaglia del mondo, che il dio sceglie i suoi campioni, i quali formeranno la schiera degli mwas0Einherjar, i guerrieri destinati a formare la sua schiera e lottare al suo fianco nel giorno di mwas4Ragnarǫk. Essi formano l'esercito infernale di anime guidato dallo stesso Odino, che in questa guisa è detto mwas8Herfǫðr ed mwataHerjafǫðr ("padre della schiera"), mwateHertýr ("dio della schiera"), mwatiHerjann ("[signore della] schiera") ed mwatmHerteitr ("lieto della schiera").

Legati al culto di Odino erano le congregazioni dei guerrieri estatici, gli mwatuúlfheðnar e i mwatyberserkr, (letteralmente "mwatclupi mannari" e i "vestiti d'mwatgorso"), i quali, prima della battaglia, entravano in uno stato di furia, detto mwatkmwatoberserksgangr, nel quale cominciavano a ringhiare, sbavare e a mordere l'orlo degli mwatsscudi. Successivamente si gettavano in battaglia urlando, mulinando spade e scuri, facendo il vuoto tutto intorno, insensibili al dolore e alla fatica, per poi crollare esausti.

Odino era anche conosciuto come "signore degli impiccati". Fonti primariecite-ref-8[8] affermano che ogni nove anni al mwauetempio di Uppsala si svolgeva un solenne mwauiblót (un sacrificio pubblico) nel quale venivano sacrificati al dio schiavi, criminali ed esemplari mwaummaschi di mwauqanimali. Il sacrificio avveniva appendendo o impiccando le vittime a degli mwauualberi, rievocando il sacrificio che il dio compì per ottenere le rune.

Nella leggenda popolare Odino è alla testa della mwauccaccia selvaggia, un corteo mwaugnotturno che terrorizza coloro che malauguratamente lo incontrano.

Odino, dio della poesia

Il furore spirituale, di cui Odino è il dio, non si manifesta solo nella battaglia, ma anche nelle composizioni letterarie. Per questo Odino è anche il dio dei poeti.

Si narra che parlasse sempre in versi e anche che fu lui a dare inizio nel nord dell'mwauwEuropa all'arte della poesia, che è potere soprannaturale non lontano dalla stessa magia, perché tra le qualità di poeta, vate, profeta e mago non vi è sostanziale differenza.

Odino rubò ai mwau4giganti il sacro mwau8idromele che oltre a donargli la conoscenza delle rune, gli donò anche l'arte poetica. Si dice che versò parte di quell'idromele sulla mwavaTerra, elargendo agli mwaveesseri umani il dono inestimabile del mwavicanto.

Odino, dio della magia

In quanto patrono della magia, Odino pratica spesso il mwavuseiðr, una pratica mwavyestatica e di mwavcdivinazione che può implicare anche comportamenti giudicati ambigui o vergognosi.cite-ref-9[9] Il mwavwfratellastro mwav0Loki, nella mwav4Lokasenna, lo accusa per questo di avere "modi effeminati".

Odino, il dio viandante

Con un cappellaccio in testa e un mantello sulle spalle, a volte reggendosi alla sua lancia come ad un bastone, Odino viene dipinto come un dio viandante, che cammina per le vie del mondo. Onde per cui egli è detto anche mwaw4Vegtamr ("viandante"), mwaw8Gagnráðr ("[colui che] conosce la via"), mwaxaKjalarr ("[colui che va in] slitta").

Egli si muove lungo le strade come un pellegrino, dissimulando il suo aspetto e la sua reale natura. Perciò egli è detto mwaxiGrímnir ("mascherato"). Ma anche mwaxmHǫttr e mwaxqSíðhǫttr ("lungo cappuccio"), mwaxuLóðungr ("[colui che porta] il mantello"), mwaxyHrani ("trasandato"). Appare in genere come un uomo maturo, o anziano, con una lunga barba, per cui è detto mwaxcHárbarðr ("barba grigia"), mwaxgLangbarðr ("barba lunga"), mwaxkSíðgrani e mwaxoSíðskeggr ("barba cadente"), mwaxsHengikjǫptr ("gota rugosa").

Odino pertanto è il dio dei viaggiatori e di tutti coloro che si muovono lungo le strade del mondo. Nel corso dei suoi viaggi capita che egli chieda ospitalità per la notte tanto nelle regge dei sovrani quanto nelle case delle persone umili. Egli è anche detto mwax0Gestr ("ospite") e infatti in passato ogni straniero veniva accolto in casa in quanto poteva celarsi lo stesso dio sotto mentite spoglie.

Sotto il nome di mwax8Grímnir, Odino giunse come ospite presso il re mwayamwayeGeirrøðr, il quale, sospettoso, lo torturò crudelmente tenendolo incatenato tra due mwayifuochi divampanti. Dopo avergli rivelato i segreti del mondo divino e parte dei suoi numerosi epiteti, Odino gli rivelò infine la sua vera identità: re mwaymGeirrøðr corse a liberarlo ma inciampò sulla sua mwayqspada e cadde trafitto.

Così egli assunse il nome di mwayyJálkr quando fu ospite presso le genti di mwaycÁsmundr; mwaygSviðurr e mwaykSviðrir presso il gigante mwayomwaysSøkkmímir; mwaywBǫlverkr presso il gigante mway0mway4Suttungr; mway8Gǫndlir e mwazaHárbarðr quando si presentò in incognito al cospetto degli stessi dèi.

Le apparizioni di Odino sono un tema caro alla tradizione nordica. Nella "mwazySaga di Hákon Guttormr e di Ingi" è riferito che, quattro giorni prima della mwazcbattaglia di Lena (mwazg1208), un mwazkfabbro ricevette la visita del dio che voleva far ferrare il suo mwazocavallo. Rendendosi conto di avere a che fare con un personaggio soprannaturale, il fabbro gli rivolse molte domande ma il dio, comprendendo di essere stato scoperto, saltò in sella e il suo cavallo balzò oltre un recinto altissimo. Nella "mwazsSaga di Bárðr" si racconta che egli comparve all'equipaggio di una mwazwnave, nell'aspetto di un uomo guercio, con un mantellaccio azzurro, il quale disse di chiamarsi mwaz0Rauðgrani. Costui cominciò a insegnare agli uomini il mwaz4credo pagano e li esortò a fare sacrifici agli dèi. Alla fine un prete mwaz8cristiano si infuriò e lo percosse con un mwaaacrocifisso: l'uomo cadde fuori bordo e non tornò più.

Si narra che, col nome di mwaaiGestr, Odino abbia visitato persino mwaamÓláfr Tryggvason, mwaaqre di Norvegia (mwaau995-mwaay1000). Il dio si presentò nelle spoglie di un vecchio guercio e incappucciato, il quale, dotato di grande saggezza, poteva raccontare storie di tutti i paesi del mondo. Ebbe un lungo colloquio col re, poi, al momento di coricarsi, se ne andò. Il mattino dopo, il sovrano lo fece cercare, ma il vecchio era scomparso. Tuttavia aveva lasciato una gran quantità di carne per il banchetto del re. Ma re Óláfr, che era cristiano, vietò di mangiare quella carne, perché aveva riconosciuto Odino sotto le spoglie dell'ospite misterioso. Con il medesimo nome di mwaacGestr, Odino comparve ancora, alcuni anni dopo, al cospetto di un successore di Óláfr Tryggvason, re mwaagÓláfr II Haraldsson il Santo (mwaak1015-mwaao1028). Egli giunse alla corte del re sotto l'aspetto di un uomo borioso e scortese. Indossava un cappello a larghe falde che gli nascondeva il volto, e aveva una lunga barba. Nel corso di un colloquio, mwaasGestr descrisse ad Óláfr la figura di un sovrano dei tempi passati, il quale era così sapiente che il parlare in poesia era altrettanto facile che per gli altri uomini il normale parlare; costui otteneva la vittoria in ogni battaglia e poteva concedere agli altri la vittoria così come a sé stesso, a patto che venisse invocato. Da queste parole, re Óláfr riconobbe Odino, e lo cacciò.

Genealogia

Progenitori

I genitori e i fratelli di Odino, come riportati da Snorri Sturluson nel mwaa8Gylfaginning, sono:

Discendenza

Gli animali di Odino

Proprio all'mwacuera di Vendel sembrano essersi ispirati sia Snorri nella mwacymwaccYnglinga saga (parte della mwacgmwackHeimskringla) che il poema mwacomwacsBeowulf quando descrivono, con i toni del mito, l'epopea e l'origine divina (discendendo direttamente da mwacwFreyr e mwac0Gerðr) del clan degli "Skilfingar" (mwac4Ynglingar), la semi-leggendaria stirpe reale svedese da cui avrebbero avuto origine i mwac8primi monarchi storici svedesi.

Odino ha al suo seguito diversi animali. Innanzitutto i due mwadecorvi mwadiHuginn e Muninn (i nomi significano mwadmpensiero e mwadqmemoria), che spedisce ogni giorno in giro per il mondo perché, quando essi ritornano al tramonto, gli sussurrino ciò che hanno visto; e quindi due mwadulupi, mwadyGeri e Freki, ai quali getta il suo cibo nelle cene del Valhalla visto che egli si nutre esclusivamente di mwadcidromele e di vino.

Così si racconta nel poema mwadkeddico mwadomwadsGrímnismál:

(norreno)

«Gera ok Freka

seðr gunntamiðr,
hróðigr Heriafǫðr;
en við vín eitt
vápngǫfugr

Óðinn æ lifir.»

(italiano)

«Geri e Freki

nutre, avvezzo alla guerra,
Heriafǫðr glorioso.
Ma soltanto col vino
fiero nell'armatura,
Odino vive per sempre.»

(Edda poetica - Grímnismál - Il discorso di Grímnir XIXcite-ref-holger-7-5[7])

Il legame di Odino con i corvi può riferirsi al suo essere sia una divinità della guerra, sia della morte: i corvi sono gli uccelli che, solitamente, banchettano coi cadaveri dei campi di battaglia. Lo stesso dicasi dei lupi. Nelle mwaemkenningar, le metafore poetiche tipiche della poesia scaldica, la battaglia è sovente chiamata "festino dei corvi" o "dei lupi".

La cavalcatura di Odino è mwaeuSleipnir, un veloce cavallo a otto zampe in grado di viaggiare tra i mwaeyNove mondi.cite-ref-11[11]cite-ref-12[12] Figlio di mwae8Loki e dello stallone mwafaSvaðilfœri, l'animale è attestato in molteplici fonti della mitologia norrena che descrivono la sua nascita, il legame con Odino e le sue impareggiabili qualità di corridore: mwafemwafiEdda poetica (nei poemi mwafmmwafqGrímnismál, mwafuSigrdrífumál, mwafyBaldrs draumar e mwafcHyndluljóð), mwafgmwafkEdda in prosa (in particolare, mwafomwafsGylfaginning c. 15, 42 e 49), mwafwmwaf0Saga di Hervör (c. 36), mwaf4mwaf8Völsunga saga (c. 13), mwagamwageGesta Danorum (c. 1).cite-ref-13[13]

I nomi di Odino

Odino è una delle divinità norrene dotate del maggior numero di nomi. Spesso non è semplice distinguere tra i nomi veri e proprî e gli epiteti. Di molti, inoltre, si ignora l'mwagoetimologia. Nellmwags'mwagwmwag0Edda in prosa, nel XIX canto, c'è una disquisizione notevole dei suoi nomi tratta dal poema mwag4eddico mwag8mwahaGrímnismál. Questa dissertazione è opera del misterioso ospite mwaheGrímnir, che il re mwahiGeirrøðr sta torturando crudelmente tra due fuochi divampanti; il viandante declama dinanzi all'attonito sovrano i misteri del regno degli dèi e dei mwahmNove Mondi. Alla fine del poema, il prigioniero elenca - in una sequela di cinque fittissime strofe a cui se ne aggiunge una sesta in coda - la lunga lista degli mwahqheiti, gli epiteti, con i quali è conosciuto, e solo all'ultima strofa rivela la sua terribile identità:

(norreno)

«46. Hétomk Grímr,

hétomk Gangleri,
Herian ok Hiálmberi,
Þekkr ok Þriði,
Þuðr ok Uðr,
Helblindi ok Hár;
47. Saðr ok Svipall
ok Sanngetall,
Herteitr ok Hnikarr,
Bileygr, Báleygr
Bǫlverkr, Fiǫlnir,
Grímr ok Grímnir,
Glapsviðr ok Fiǫlsviðr;
48. Síðhǫttr, Síðskeggr,
Sigfǫðr, Hnikuðr,
Alfǫðr, Valfǫðr,
Atríðr ok Farmatýr;
eino nafni
hétomk aldregi,
síz ek með fólkom fór.
49. Grímne mik héto
at Geirrøðrar,
en Iálk at Ásmundar,
enn þá Kialar,
er ek kiálka dró;
Þrór þingom at,
Viðurr at vígom,
Óski ok Ómi,
Iafnhár ok Biflindi,
Göndlir ok Hárbarðr með goðom;
50. Sviðurr ok Sviðrir
er ek hét at Søkkmímis,
ok dulða ek þann inn alda iötun,
þá er ek Miðviðnis vark
ins mæra burar
orðinn einbani.
54. Óðinn ek nú heiti,
Yggr ek áðan hét,
hétomk Þundr fyrir þat,
Vakr ok Skilfingr,
Váfuðr ok Hroptatýr,
Gautr ok Iálkr með goðom,
Ofnir ok Svafnir,
er ek hygg at orðnir sé

allir af einom mér.»

(italiano)

«Mi chiamo

Grímr

,

mi chiamo Gangleri,
Herian e Hiálmberi,
Þekkr e Þriði,
Þuðr e Uðr,
Helblindi e Hár;
Saðr e Svipall
e Sanngetall,
Herteitr e Hnikarr,
Bileygr, Báleygr
Bölverkr, Fiǫlnir,
Grímr e Grímnir,
Glapsviðr e Fiǫlsviðr;
Síðhǫttr, Síðskeggr,
Sigfǫðr, Hnikuðr,
Allfǫðr, Valfǫðr,
Atríðr e Farmatýr;
con un nome soltanto
non mi chiamo mai
quando io tra le genti viaggio.

Grímnir son chiamato
presso le genti di Geirrøðr,
e Iálkr presso le genti di Ásmundr,
e poi Kialarr,
perché tirai una slitta,
Þrór nelle assemblee
Viðurr nelle battaglie,
Óski e Ómi,
Iafnhár e Biflindi,
Gǫndlir e Hárbarðr tra gli dèi;
Sviðurr e Sviðrir
sono chiamato presso Søkkmímir,
e ingannai quell'antico gigante
quando io stesso divenni
del prode figlio di Miðviðnir
il solo uccisore.
Óðinn ora io chiamo,
Yggr un tempo avevo nome;
chiamato Þundr ancor prima,
Vakr e Skilfingr,
Váfuðr e Hroptatýr,
Gautr e Iálkr tra gli dèi,
Ofnir e Svafnir,
i cui pensieri vengono
tutti da me soltanto!»

(Edda poetica - Grímnismál - XLVI-XLIX,LIVcite-ref-holger-7-6[7])

Non appena Geirrøðr si accorge dell'errore che ha commesso, balza in piedi per liberare il dio, ma inciampa e cade trafitto sulla propria mwahwspada.

Culto di Odino

L'origine del culto di Odino

Secondo il racconto della mwaikSaga degli Ynglingar, mwaioÁsgarðr era luogo di sacrifici solenni cui presiedevano dodici sacerdoti (detti mwaisdíar o mwaiwdrótnar) che erano al contempo i capi preminenti cui spettavano le decisioni e i giudizi. Essi sarebbero poi stati divinizzati dai loro sudditi. Nel caso di Odino si dice che, sentendosi prossimo a morire, lasciò la mwai0Svezia affermando che sarebbe tornato nella sua antica patria, chiamata mwai4Goðheimr ("paese degli dèi"), e i suoi seguaci credettero che allora egli fosse tornato ad Ásgarðr per vivere in eterno.

Nell'antichità

Nonostante nell'immaginario comune Odino sia spesso considerato la divinità principale del pantheon norreno, la sua preminenza è databile solo nei secoli più tardi del politeismo del mwajeNord Europa, dove comunque non risulta largamente diffusa. Si ipotizza che il culto di Odino provenga dalla mwajiDanimarca, da dove, intorno al mwajmIV secolo, si sia diffuso nella mwajqpenisola scandinava, più in mwajuSvezia che in mwajyNorvegia. Assenti sono invece tracce del culto di Odino in mwajcIslanda dove pare (anche tramite lo studio dei mwajgtoponimi) che fosse di gran lunga prevalente il culto di mwajkThor. Si suppone che gli emigrati scandinavi che colonizzarono l'Islanda fossero specialmente devoti, oltre che a Thor, anche a divinità agricole come mwajoFreia e mwajsNjörðr, e che abbandonarono la penisola per contrasti con il re mwajwHaraldr Hárfagri (Harald Bellachioma), fervente cultore di Odino.

In generale, essendo Odino un dio della guerra e della magia, era particolarmente caro ai guerrieri e agli individui più marginali della società, dove invece gli agricoltori e i proprietari di fattorie preferivano divinità dell'ordine come Thor o della fertilità come Freia o mwaj4Freyr. Odino fu dunque particolarmente venerato durante l'mwaj8epoca vichinga, dai giovani che compivano le spedizioni di saccheggio lungo le coste dell'mwakaEuropa settentrionale.

Sacrifici umani

Raramente, prima o dopo dei combattimenti, si usava sacrificare prigionieri a Odino. È possibile che l'mwakmuomo di Tollund, ritrovato nello mwakqJutland nudo e impiccato insieme ad altri sia uno di questi casi. Nel caso specifico dei sacrifici umani a Odino, erano usate tecniche come l'impiccagione o la messa al mwakurogo. La mwakysaga degli uomini delle Orcadi cita un ulteriore (e inconsueto) rituale, la cosiddetta mwakcaquila di sangue consistente nella separazione e successiva apertura delle mwakgcostole dalla mwakkcolonna vertebrale per estrarre i polmoni della vittima per poterli appoggiare sulle spalle, in parodia di un paio di ali ripiegate.

Proscrizione da parte del Cristianesimo

Nel corso della cristianizzazione la venerazione nei confronti delle divinità norrene e con esse di Odino non fu completamente estinta. Continuarono ad esistere come icone mwakwdiaboliche o maligne; un'altra strategia consistette nella progressiva sostituzione delle divinità pagane con figure cristiane.

Un'ulteriore traccia del proseguimento della tradizione della mitologia norrena sono gli mwak4incantesimi di Merseburgo nei quali viene citato mwak8Woutan.

In tempi recenti

A partire dal mwamaXX secolo si sono sviluppati un insieme di mwamenuovi movimenti religiosi di ritorno alle religioni dei mwamiGermani pre-cristiani,cite-ref-14[14] annoverabili tra i fenomeni di mwamcneopaganesimo.cite-ref-15[15], annoverati sotto il termine mwamwEtenismo. Tra i vari movimenti religiosi, l'Odinismo è particolarmente incentrato sulla figura di Odino.

Le origini dell'Odinismo sono da ricercarsi nell'opera dell'mwam4australiano mwam8Alexander Rud Mills il quale, negli mwanaanni trenta fondò una prima Chiesa odinista. Oggi è religione riconosciuta ufficialmente in mwaniIslanda, mwanmNorvegia e mwanqDanimarca, ma il culto è presente in modo organizzato anche in mwanuGran Bretagna, mwanyFrancia, mwancBelgio, mwangPaesi Bassi, mwankGermania, mwanoNord America e altri. Esistono gruppi di credenti anche in mwansItalia supportati dalla mwanwComunità Odinista; i suoi membri si rifanno alla religione ancestrale dei mwan0Longobardi praticando l'Odinismo e promuovendo la difesa delle risorse naturali.

Somiglianze fra Odino e Gesù

Il resoconto eddico del mwaoiXIII secolo contiene elementi per una possibile somiglianza fra il dio e la figura cardine del mwaomCristianesimo. Alcuni studiosi hanno pensato che il passo nel quale Odino è appeso al frassino mwaoqYggdrasill possa essere comparato con la mwaoucrocifissione di mwaoyCristo, un altro elemento che ha reso possibile questo confronto è la mwaoclancia che il dio ha conficcata nel ventre, da identificarsi con la mwaoglancia di Longino; tuttavia prove mwaokarcheologiche hanno dimostrato che questa era una pratica in uso prima del tempo di Gesù e che pertanto questo aspetto si sia sviluppato indipendentemente.

Altre differenze, come l'essere appeso con le corde del dio norreno, mentre Gesù era inchiodato alla croce, fanno ulteriormente pensare che il mito germanico si sia sviluppato in maniera autonoma dal racconto della crocifissione, è tuttavia probabile che le prime comunità cristiane mwaosscandinave e mwaowgermaniche abbiano connesso le due narrazioni, forgiando l'immagine di Gesù su quella di Odino, un fatto suggerito dal poema anglosassone mwao0Il sogno della Croce di mwao8Cynewulf, che ritrae Cristo come un re-guerriero mwapagermanico.

Il racconto del sacrificio di Odino riportato nell'mwapiHávamál lo avvicina a quel "mwapmDio Padre" dei mwapqcristiani, che soffre e sconfigge la morte, descritto dai Vangeli e da mwapuPaolo di Tarso e che presenterebbe, secondo la cosiddetta teoria mitica di Gesù, parallelismi anche con i miti legati al dio mwapyOsiride e quindi legami con la mwapcreligione egizia.

Quando le popolazioni del Nord Europa furono cristianizzate, la figura di Odino venne regolarmente avvicinata a quella di Gesù. Raffigurazioni di Odino si trovano ancora oggi in chiese cristiane come la mwapkparrocchiale di Akureyri, in Islanda.

Toponimi con il nome di Odino

Al di là della persecuzione da parte della Chiesa, il ricordo di Odino si continuò a tramandare nel folklore popolare e ancor oggi nel mwapwNord Europa si rinvengono numerosi mwap0toponimi mwap4(tra parentesi, nella lista seguente, il nome antico) che rimandano alla divinità norrena:

• Lungo la costa della mwaqeFrancia settentrionale, in passato occupata da mwaqiromani, mwaqmsassoni, mwaqqdanesi, mwaqufiamminghi ed mwaqyinglesi attorno a mwaqcAudresselles (mwaqgOderzell) nel mwaqkcantone di Marquise:

• mwaqwAudinghen (mwaq0Odingham)
• mwaq8Audembert (mwaraOdinberg)
• Raventhun (mwariRaventown)cite-ref-16[16]

• In mwargGermania:

• mwarsWodenesberg
• mwar0Wuodenesberg
• mwar8Bad Godesberg (mwasaGodesburg)
• mwasimwasmGudensberg
• mwasumwasyOdisheim
• mwasgWodensbolt
• mwasomwassOdenwald
• La vallata di mwas0Odinsthal nella municipalità locale di mwas4mwas8Wachenheim an der Weinstraße.

• In mwateDanimarca:

• mwatqOdense (mwatuOdins Vi, "Santuario di Odino")

• In mwatcNorvegia:

• Onsøy (in mwatsnorreno mwatwÓðinsøy - Isola di Odino), il nome di una penisola nella contea di mwat0Østfold.

• mwat8Islanda:

• Óðinstorg, Reykjavik
• Óðinsgata, Reykjavik

• mwauyItalia:

• mwaukUdine (una delle ipotesi sull'origine del toponimo)

Influenza culturale

Il dio Odino - Wotan ha dato il nome al mwauwmercoledì in mwau0lingua inglese: mwau4Wednesday.

Con il nome germanico Wotan è uno dei principali protagonisti della tetralogia mwavamwaveL'anello del Nibelungo del compositore mwaviRichard Wagner.

Il personaggio di mwavqSanta Claus (Babbo Natale) è un insieme di caratteristiche derivate da leggende cristiane (mwavuSan Nicola di Bari) e nordiche (ispirate al ruolo e all'aspetto di Odino nello mwavyYule). Prima della conversione al cristianesimo nei paesi nordici si credeva che la sua mwavcgrande battuta di caccia avvenisse nel periodo del mwavgsolstizio invernale, accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti. La tradizione voleva che i bambini lasciassero i propri stivali nei pressi del caminetto, riempiendoli di carote, paglia o zucchero per sfamare il cavallo volante del dio, Sleipnir. In cambio, Odino avrebbe sostituito il cibo con regali o dolciumi. Questa pratica è sopravvissuta in Belgio e Paesi Bassi anche in epoca cristiana, associata alla figura di san Nicola/mwavkSinterklaas.cite-ref-17[17]

Odino nella cultura di massa

Cinema

• Nel film mwawimwawmThe Mask 2 del mwawq2005, Odino è interpretato dall'attore mwawuBob Hoskins.
• Nel film mwawcAlmighty Thor del mwawg2011, prodotto dalla mwawkdirect-to-video, il Padre degli Dèi mwawonorreni è interpretato da mwawsKevin Nash.
• Nei mwaw0film del Marvel Cinematic Universe Odino è interpretato da mwaw4Anthony Hopkins.

Videogiochi

• Odino viene menzionato spesso in mwaxiGod of War da Mimir nei dialoghi con Kratos e Atreus. Sebbene non appaia mai, Mimir fornisce una spiegazione molto dettagliata del suo carattere descrivendolo come una persona estremamente paranoica e legata al suo trono. Compare nel suo seguito mwaxmGod of War Ragnarök dove è l'antagonista principale. È interpretato da mwaxqRichard Schiff e doppiato da mwaxuAntonio Palumbo.
• Odino appare in mwaxcAssassin's Creed Valhalla dove è una guida per la protagonista Eivor e quest'ultima è anche la sua reincarnazione. Inoltre è protagonista egli stesso degli archi narrativi di Asgard e Jotunheim e dei DLC "L'alba del Ragnarök" e "La Saga dimenticata". È doppiato da Magnus Bruun in lingua originale e da mwaxkFederico Viola in italiano.
• Odino appare in più episodi del videogioco mwaxsFinal Fantasy dove è una evocazione in grado di uccidere il nemico con un solo fendente.
• mwax0Brawl Stars: Nel videogioco è presente una skin del personaggio Cordelius, denominata Cordelius Odino.

Televisione

• Odino compare in diverse occasioni nel franchise de mwayemwayiI Cavalieri dello Zodiaco: nel film mwaymmwayqL'ardente scontro degli dei, nella saga filler di Asgard (presente nell'anime classico) e nella serie spin-off mwayumwayySoul of Gold.
• Il personaggio di Odino appare nel mwayg1998 in due episodi della 5ª serie di mwaykmwayoHercules, interpretato da Peter McCauley e doppiato da mwaywEnnio Coltorti.
• Viene citato molte volte nella serie TV mway4mway8Vikings e appare fisicamente nell'ultima stagione, interpretato da mwazaBarry Gordon e doppiato da mwazeGianni Quillico.
• Il personaggio di Odino appare nella serie mwazmmwazqAmerican Gods, sotto vari pseudonimi tra cui Mr. Wednesday. È interpretato da mwazuIan McShane e doppiato da mwazyAngelo Nicotra.

Letteratura

• Odino è uno dei protagonisti del romanzo mwazomwazsAmerican Gods, e dell'mwazwomonima serie televisiva, dello scrittore britannico mwaz0Neil Gaiman.
• Odino compare anche nel romanzo mwaz8mwa0aOdd e il gigante di ghiaccio dello stesso autore.
• È uno dei protagonisti del romanzo mwa0imwa0mL'isola di Odino della scrittrice danese mwa0qJanne Teller.
• Nel manga di mwa0ymwa0cRecord of Ragnarok, Odino è uno degli dèi che combatte al torneo del mwa0gRagnarok.
• Odino è citato nel manga mwa0omwa0sI Cavalieri dello zodiaco - Episode G: Assassin, dove viene spiegato che ha fatto dono all'eroe mitologico mwa0wSigurd della lancia mwa00Gungnir.
• Il personaggio di mwa08Gandalf di mwa1aJ.R.R. Tolkien è ispirato all'iconografia di Odino viaggiatore.

Note

cite-note-fratelli-11. Nel racconto della mwa1scosmogonia nell'mwa1wEdda in prosa, i tre figli di Borr sono Odino, mwa10Víli e mwa14 (mwa18Gylfaginning VI) e mwa2aSnorri Sturluson attribuisce a loro la creazione della prima coppia umana (mwa2eGylfaginning IX); la mwa2iVǫluspá è d'accordo sul fatto che la creazione del mondo fu opera dei tre figli di Borr, dei quali non fornisce i nomi (mwa2mVǫluspá IX), ma poi attribuisce la creazione della prima coppia a Odino, mwa2qHœnir e mwa2uLóðurr (mwa2yVǫluspá XVII-XVIII). Su questa base è stata proposta l'identificazione di Víli e Vé con Hœnir e Lóðurr, anche se nessuna delle due fonti lo ammette di per sé. Inoltre, Snorri accenna ad una triade formata da Óðinn, Hœnir e mwa2cLoki (mwa2gSkáldskaparmál I), che corrisponde ovviamente alla triade della Vǫluspá (con confusione tra Loki e Lóðurr), anche se Snorri la tiene ben distinta dalla triade formata da Odino, mwa2kVíli e mwa2o.
cite-note-22. Georges Dumézil. mwa24Gli dèi dei germani. Adelphi, 1974. p. 71
cite-note-33. pg. 71 of Asgard and the Gods: The Takes and Traditions of our Northern Ancestors Adaptions from the work of Dr. W. Wägner & M. W. MacDowall edited by W. S. W. Anson (London, 1880).
cite-note-44. Schaffner, Stefan. Die Götternamen des Zweiten Merseburger Zauberspruchs. In: Heiner Eichner, Robert Nedoma: „insprinc haptbandun“. Referate des Kolloquiums zu den Merseburger Zaubersprüchen auf der XI. Fachtagung der Indogermanischen Gesellschaft in Halle/Saale (17.-23. September 2000) Teil 1. In: Die Sprache – Zeitschrift für Sprachwissenschaft. 41, Heft 2 (1999; erschienen 2002), Wiener Sprachgesellschaft. Harrassowitz Verlag, Wiesbaden 1999, ISSN 0376-401X, 153–205.
cite-note-mimir-55. Recisa dai mwa3gVanir che avevano preso in ostaggio Mímir durante la guerra con gli mwa3kÆsir. Un'altra variante della morte di Mímir, interpretata dai frammenti mwa3omwa3sGrímnismál 50 e mwa3wSigrdrífomál 12-13, e collegata al tema dell'idromele della saggezza sviluppato in mwa34mwa38Vǫluspá 28, vede invece lo stesso Odino decapitare il mwa4agigante mwa4eSökkmímir (mwa4iMímir del profondo) con la migliore delle spade appartenute a mwa4mSurtr al fine di poter attingere alla fonte dell'idromele (vedi mwa4qGli dei del nord, op. cit. pp. 239-241).
cite-note-66. In mwa4gVǫluspá 28 viene detto infatti che mwa4k«Mímir beve idromele ogni mattino dal pegno pagato da Valföðr» e mwa4oValföðr è un epiteto di Odino col significato di mwa4spadre dei prescelti [caduti, combattenti]. Secondo Branston l'occhio da cui Mímir beve l'idromele è una mwa4wipostasi del mwa40Sole (come suggerito anche dall'epiteto mwa44Báleygr) da cui il gigante trae la saggezza e si tratterebbe di un riferimento residuo, nella figura di Odino, della divinità cosmogonica proto-indoeuropea mwa48*deywos (vedi anche mwa5aTýr).
cite-note-holger-77. Traduzione di Dario Giansanti.
cite-note-88. La consuetudine dei sacrifici umani viene sostenuta da Snorri nel capitolo 18 di mwa6mYnglinga saga (mwa6qmwa6uHeimskringla) e da mwa6ySaxo Grammaticus in mwa6cmwa6gGesta Danorum III.2.13.
cite-note-99. Snorri Sturluson. mwa6wYnglinga saga IV; Saxo Grammaticus. mwa60Gesta Danorum III-IV, 11.
cite-note-101. Siglato come mwa7eNKS 1867 4° e custodito nella mwa7iBiblioteca Reale di mwa7mCopenaghen, il manoscritto Sæmundar og Snorra Edda (mwa7uEdda di Snorri e di Sæmundr) risale al mwa7y1760, contiene una trascrizione completa sia dell'mwa7cEdda in prosa (mwa7gEdda di Snorri) che dell'mwa7kEdda poetica (mwa7oEdda di Sæmundr) ed è corredato da sedici illustrazioni di Ólafur Brynjúlfsson. L'attribuzione all'erudito islandese mwa7wSæmundr Sigfússon (mwa701056-mwa741133) risale all'epoca e alle circostanze del ritrovamento del manoscritto originale dell'Edda poetica noto come mwa78Codex Regius alla cui voce si rimanda per un approfondimento.
cite-note-1111. Norse Mythology: A Guide to Gods, Heroes, Rituals, and Beliefs. John Lindow. p. 274.
cite-note-1212. Miti e leggende nordiche, Salvatore Tufano. p. 160.
cite-note-1313. Per i riferimenti a Sleipnir nell'mwa8kEdda poetica, vedi: Larrington, Carolyne (trad.) (1999). mwa8oThe Poetic Edda. Oxford World's Classics. ISBN 0-19-283946-2; per l'mwa8wEdda in prosa: Faulkes, Anthony (trad.) (1995). mwa80Edda. Everyman. ISBN 0-460-87616-3; per la saga di Hervör: Hollander, Lee Milton (1936). mwa88Old Norse Poems: The Most Important Nonskaldic Verse Not Included in the Poetic Edda. Columbia University Press; per mwa9aVölsunga saga: Byock, Jesse (trad.) (1990). mwa9eThe Saga of the Volsungs: The Norse Epic of Sigurd the Dragon Slayer. University of California Press. ISBN 0-520-23285-2; Per mwa9mGesta Danorum: Lindow, John (2001). mwa9qNorse Mythology: A Guide to the Gods, Heroes, Rituals, and Beliefs. Oxford University Press. ISBN 0-19-515382-0.
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cite-note-1616. Raventhun è una frazione del comune di mwa98Ambleteuse. Il suo nome potrebbe essere un riferimento a mwa-aHuginn e Muninn, infatti "raven" in mwa-einglese significa "mwa-icorvo".
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Bibliografia

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• mwa-wSnorri Sturluson, Edda di Snorri, a cura di Gianna Chiesa Isnardi, Tea, 2003 [Rusconi, 1975].
• mwa-4Dario Giansanti, Odino - La sapienza e il furore, "Progetto Bifröst". Saggio monografico su Odino.

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Odin, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Odino / Odino (altra versione), in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• (EN) Odino, su Comic Vine, Fandom.
• mwbau(NON, IT) mwbayOdino - mwbacProgetto Bifröst, a cura di Stefano Mazza.
• mwbak(NON, EN) mwbaoMitologia germanica - Raccolta con traduzioni in inglese.